GEMELLO

In occasione della Capsule Collection in collaborazione con Octopus ripercorriamo la significativa carriera di Gemello.

In ormai trent’anni di cultura hip hop italiano abbiamo imparato che le arti visive vanno di pari passo con la musica. In fondo, considerando che molti membri della vecchia guardia rap vengono dal mondo dei graffiti, non c’era da aspettarsi altro. Ma fra i tanti che si sono destreggiati tra fat caps e microfoni, sicuramente l’artista che più di tutti è riuscito a mantenersi a galla allo stesso modo nei due ambienti è sicuramente Gemello. Nonostante la metamorfosi (quasi assoluta) della sua identità artistica, Andrea Ambrogio ha saputo imporsi e creare un suo spazio personale attraverso la psichedelia dei suoi quadri e ad un rap dal sound unico.

Se ci guardiamo indietro però, sembra quasi impossibile accostare il Gemello di quindici anni fa a quello attuale.

Gemello, anzi a questo punto dovremmo dire Gmellow, compare nei nostri lettori mp3 e cd per la prima volta nel 2004 insieme a Chicoria, Benassa e Cole. Per intenderci, stiamo parlando degli storici In The Panchine usciti proprio in quell’anno con il loro disco omonimo.

In quel dico insieme ai sopra citati e ad un giovane Noyz Narcos è fra gli attori della storica Deadly Combination, pezzo strascicato sulla base di Live Foul dei Mobb Deep che probabilmente ha iniziato i ragazzi di una generazione a questo mondo. Uniti in sodalizio con i Truceboys (Noyz Narcos, Gel, Metal Carter) dal 2003 sotto il nome di Truceklan, Gmellow e gli altri ragazzi scrivono la storia della musica underground italiana, specialmente con il disco Ministero dell’Inferno, al quale collaborano nomi storico come Colle der Fomento, Inoki e Fabri Fibra. Il sound iconico di Gemello probabilmente nasce già nel 2006 con Non parlarmi d’altro, anche se l’influenza truce è ancora molto forte. Dobbiamo aspettare prima il 2014 e poi il 2017 con i due EP Niagara e Indiana per sentire la sua maturazione musicale completa. Il suo secondo album, UNtitled, esce invece nel 2019. Ma dal 2006 al 2014 passano 8 anni, e se la musica rimane in silenzio, è in quel periodo che nascono i quadri iconici che hanno consacrato l’artista romano anche fuori dal nostro paese. In tutte le sue variegate produzioni, il suo stile riesce sempre a stupire e ad entusiasmare. Dopo un periodo come insegnante in un noto liceo artistico romano, oggi l’attività artistica di Gemello si concentra anche in mostre e sessioni di live painting.

Oltre a queste, sono numerose le collaborazioni: quella più d’impatto è sicuramente quella con Octopus in una capsule collection uscita a fine febbraio 2020.

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