THA SUPREME

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Ricordo ancora quando ho sentito parlare per la prima volta di Tha Supreme. Era una serata umida di fine novembre di un paio d’anni fa e stavo seduto nel solito pub con la solita pinta. Sapendo che mi occupo da tempo di artisti emergenti, un amico mi fa notare che il produttore di Perdonami, il singolo di Salmo uscito quella settimana, era un ragazzo di appena sedici anni. Il sound mi aveva incuriosito parecchio, e sono corso ad informarmi di più.

La carriera del giovane Davide Sattei comincia alla fine del 2015, pubblicando remix di canzoni di Madman e Gemitaiz insieme ad alcuni beat.

 Diamo a Cesare quel che è di Cesare: Tha Supreme è stato un pioniere del suo genere.

Oltre alle influenze di altre sfere musicali (fortissima quella jazz), sentiamo chiaramente una forte presenza del SoundCloud Rap sconosciuto nel nostro paese fino a poco tempo fa, o meglio confinato ad una nicchia estremamente ristretta. I plugin ricercati, l’abbondanza di kick e l’utilizzo di altri features delineano fin da subito una fortissima personalità e un distinto marchio di fabbrica che caratterizzeranno il giovane produttore negli anni a venire.

Nel settembre 2017 lo sentiamo per la prima volta al microfono, con 6itch. Due mesi dopo esplode definitivamente collaborando, appunto, con Salmo. E così torniamo all’inizio della nostra storia.

Su Tha Supreme forse si è già detto tutto quello che si poteva dire: il suo successo è finito su tutte le maggiori testate musicali italiane e non solo, diventando nell’arco del 2018 e del 2019 un vero e proprio caso mediatico. Per qualcuno è stato addirittura un’arma nello scontro generazionale fra boomers e millennials nato a fine decennio.

Il suo album 23 6451, uscito lo scorso 15 novembre, ( e accompagnato da una campagna virale firmata Octopus è una delle ultime sorprese di questo fine decennio e, forse, l’esempio perfetto di un ottimo album d’esordio. Troviamo infatti nomi di spicco come Salmo, Marracash, Fabri Fibra, Nitro e molti altri in quasi venti tracce che chiudono un prodotto di alta qualità nonostante alcuni difetti perdonabili per qualcuno, ma non per tutti.

Tutto confezionato in un prodotto che ha spaccato l’opinione pubblica. Ma forse è giusto così.
Forse era questo il vero scopo di Tha Supreme.